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X FACTOR 10: Il 6 Live Show, Manuel Agnelli contro Arisa

Il sesto  live di X Factor 10 è stato, tanto per cambiare, un tripudio di persone poco intonate e giudici col mestruo.

Prima di passare direttamente ai deliri dei giudici, cioè di Manuel Agnelli ed Arisa, è importante sottolineare quanto, in almeno una delle due manche, tutti i concorrenti siano stati aberranti. Pensavo che con il quinto live show si fosse toccato il fondo, e invece no, c’era ancora da scavare.

 IL SESTO LIVE SHOW DI X FACTOR 10

X Factor 10 giudici

La versione degli Oasis by Andrea Biagioni, non capisco come possa essere piaciuta. E addirittura più della versione Biagioni degli Smiths(dove invece io l’ho trovato straordinario). Men che meno comprendo  perché nessuno abbia  detto a Gaia che quando ha cantato Malika Ayane era a dir poco inascoltabile. E non è un eufemismo, anzi, è esser gentili: una cosa oscena che di simile mi sovviene soltanto Platinette con Grazia di Michele a Sanremo. Le parole di Manuel Agnelli: “Non sei stata precisissima”. erano una parafrasi per: ” Mi hai ricordato tanto il coro di vecchine del mio paesino, che ogni Natale si riunisce per cantare e rendere omaggio alle galline strozzate” ?

Roshelle purtroppo il timbro di voce non lo può cambiare, e sarà un gusto soggettivo non apprezzare le voci flebili sul perenne orlo della rottura, ma se Roshelle con questo live doveva risollevarsi (dopo l’esperimento mal riuscito dell’unione di diversi vocoder nel sacro vincolo del matrimonio), beh a parer mio, caro Fedez: missione fallita.

Eva Pevarello, che di solito mi piace – quanto il Biagioni , ma un po’ di meno – nella prima manche (quando ha canto gli Hooverphonic) non mi è piaciuta affatto, l’ho assai preferita con Gino Paoli, anche se, francamente, l’identità dell’anima dell’interprete che Eva ha, e blablabla, ha anche un poco stancato.

I Soul System mi hanno annoiata al secondo live tipo, forse già al primo, ma sono i terzi meno peggiori di quest’edizione davvero scadente, e quindi ho sempre tentato di sopportarli. Magari di provar anche un vago moto di allegria, nel vederli entrare in studio “come dei mariachi in acido”... ma con i Black Eyed Peas davvero non ce la posso fare. Ma ringrazio Alvaro Soler d’aver fatto quest’assegnazione, perché così ho capito una cosa: è proprio questo sentore di Black Eyed Peas che non me li ha mai fatti apprezzare. Rimpiango un Morgan, ormai inchiodato alla scuderia De Filippi, che snaturandoli un po’ me li avrebbe resi più godibili. Perché, per carità, che siano musicisti anche bravi io non lo voglio certo negare.

Il povero bistrattato Loomy (che finalmente è uscito lasciando Arisa senza concorrenti con somma gioia del pubblico -il quale la prossima puntata si renderà tristemente conto che Arisa occuperà quella seggiola ancora, e ancora… perché non è stata eliminata lei bensì il suo concorrente-), come al solito, ha raggiunto la  decenza. Continuo a non capire cos’abbia di diverso da tutti gli altri rapper che van di moda in Italia (fosse per me, potrebbero star tutti a casa, ma visto che piacciono, ed è un dato di fatto, non vedo perché non debba piacere pure Loomy).

Passiamo finalmente ad Arisa e a Manuel Agnelli e la loro eterna lite.

IO DIFENDO ARISA:

Arisa X Factor 10 6live show

Io Arisa la difendo, anche se sta sul cao  a tutti ed effettivamente su cento che ne spara novanta son stron*ate. E poi ha quest’attitudine un po’  vittimista e complottara, già dimostrata in passato, che sì, comprendo, talvolta, alla lunga, possa pure infastidire. Ma ad X Factor è divertente, ed è ciò che ci ha regalato il: “Sei falsa Simona caooooo”

La difendo perché è l’unica che risolleva quest’edizione davvero noiosa. Se già così è stato difficile tenere gli occhi aperti fino alla fine della puntata, senza le pazzie di Arisa sarebbe stato impossibile. E Manuel ha poco da lamentarsi, perché è anche colpa sua… se solo fosse rimasto quello dei casting o delle prime puntate, non mi sarei annoiata mai.

E poi è una di cuore, dai, si vede che ci crede nelle cose che dice. Anche quando accusa Manuel Agnelli di misoginia e poi, due minuti dopo, dice che lei lo considera un suo amico. È spontanea, ma non di quelle spontanee perché il loro personaggio è quello della genuina che agisce di pancia. Lo è sul serio, ed infatti è quella che non riesce a trattenersi dall’esultare, quando annunciano che il meno votato non è il suo concorrente, anche se il giudice del meno votato è lì di fianco.

È quella che in un ventaglio di dieci ipotesi, riesce a portare al live gli unici tre che stavano sulle palli a tutti: pubblico e giudici. Eppure ci crede con tutta se stessa,  nei cantanti stonati che sceglie, perché, chessò, le piace la loro alchimia (ricordiamo i frères chaos, o le donatella, cioè gente che probabilmente non aveva mai davvero cantato su di un palco prima di quel momento).

È costantemente fuori luogo, un elefante in una cristalleria, insomma, come cammina sembra schiacciar merda ed io non capisco, n o n  c a p i s co, perché non stia simpatica.

 E Manuel Agnelli, che io amo proprio per la sua manifesta superiorità (culturale e non) e il suo non aver timore a palesarla, al posto che andarsene offeso, avrebbe potuto seraficamente rispondere: “Arisa sei ridicola, calmati un attimo e vedi un po’ che le tue accuse son piuttosto gravi, e anche ingiustificate. Io ti tratto come una scema perché ti considero scema, non perché sei donna”. Avrebbe potuto mantenere tutto lo charme del personaggio cattivo, e avrebbe fatto pure una bella figura.

E ALLA FINE ARRIVA LO STRA FACTOR

xtrafactor XF10

Questa puntata dello Stra Factor non mi ha particolarmente entusiasmata, probabilmente colpevole il bad mood della puntata, ho davvero riso solo grazie al Mara Dixit.

Sul palco dello Stra Factor si sono esibiti: gli Avant e Ndrè (con un mash up sinceramente non bellissimo, niente a che vedere con quei momenti bellissimi di: senza la mappa, con la grappa); Marcello Cannavò, meglio conosciuto come quello di Dani- Ho, che infatti ha cantato di nuovo Dani Ho perché, come ben detto da Elio, è probabilmente il suo unico pezzo; Ray Sugar Sandro, questa volta accompagnato da due Sugarine: Solo tua e sempre tua, e munito di varie copie del suo calendario (io spero vivamente che Ray Sugar mi legga e me ne invii presto una copia); i Van Houtens, che adoro quasi quanto Cecco e Cipo, ed hanno dimostrato, pure loro, per l’ennesima volta, di essere in realtà dei concorrenti seri, dal piglio ironico (che per qualche ragione viene snobbato al live) ma pur sempre seri: bravi musicisti, parolieri degni di nota e cantanti intonati. Questo però lo debbo ammettere… dove la Jolla fosse una canzone contro il signorinaggio bancario, davvero, non l’ho capito.

Ma il vero vincitore della sesta puntata di stra factor, non che seconda semifinale, è stato MARTINOOOO, colui che se chiamato entra portando buste oppure calendari. Io lo vorrei a casa mia ed adibirlo a portatore di Cocktail.

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Categories: Arisa, Canzoni, Ironico, Talent Show, Televisione, Trash, X Factor

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