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Sanremo 2017 : prima serata, Maria portami via

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sanremo 2017

Partirà sta sera il Festival della Canzone, cioè Sanremo 2017, ed è prontissimo a sbaragliare la concorrenza e portarsi a casa uno share mai visto prima.

Anche Maria de Filippi è carica, e non aspetta altro che render palese la sua potenza anche in casa Rai, noi speriamo che, come il conte Ugolino, ad un certo punto cominci a mordere il cranio del collega Carlo Conti, prendendo dunque pieni poteri nella conduzione del Festival (come se ce ne fosse bisogno), ed ultimando il piano espansionistico della famiglia Costanzo che prevede l’annessione dei territori Rai al loro regno.

Ad ogni modo si prospetta di poter fare un plenum di Trash sin da subito, e lo si può intuire già solo guardando il video dei feti, che in teoria dovrebbe servire a pubblicizzare il grande evento

fonte video: Repubblica

Ecco invece la lista dei cantanti che canteranno nel corso di questa prima serata (ordine casuale)

  • Albano: Di Rose e di Spine
  • Ron: L’ottava meraviglia
  • Fiorella Mannoia: Che sia benedetta
  • Alessio Bernabei: Nel mezzo di un applauso
  • Elodie: Tutta colpa mia
  • Ermal Meta: Vietato morire
  • Giusy Ferreri: Fatalmente male
  • Lodovica Comello: Il cielo non mi basta
  • Clementino: Ragazzi Fuori
  • Samuel: Vedrai

È chiaro che l’apice verrà raggiunto grazie a Lodovica Comello: tutti si chiedono chi sia codesta cantante dall’identità ignota, e non vedono l’ora di scoprirne le sembianze. Anche di ascoltare la sua canzone che si spera abbia quel giusto mix di neomelodico e pop che ci piace tanto.
Colpisce invece la scelta di Clementino, di titolare il suo brano proprio come il famoso film.

E se dagli ex talentati sappiamo cosa aspettarci, così come da Ron, Albano e la Mannoia (i quali, soprattutto il primo, all’Ariston han fatto l’abbonamento infinity for life), Ermal Meta e Samuel potrebbero rappresentare una gran sorpresa, magari magari, anche presentare una canzone bella. O anche no. Con Ermal è sempre un gioco al lotto, in quanto capace di ciofeche assurde tanto quanto di produrre buona musica… essendo stata presa per gareggiare a  Sanremo 2017, è facile temere che la sua canzone possa rientrare in questa prima categoria.

Anche la giuria è una vera incognita, certo la storia insegna ch’essi votino male più o meno sempre (eccezzion fatta per  quei due brevi anni in cui a capitanare il Team Ariston vi fu Fazio) dunque si prevede si comporterà nel medesimo modo pure quest’anno. Ciò che i telespettatori non riescono a spiegarsi è piuttosto la presenza della piccola Greta Menchi (Youtubers da poco adottata dalla famiglia Newtopia – Fedez) nel tavolo dei giurati.

Taluni sostengono che l’unico obiettivo della Menchi sia suscitare clamore al fin d’entrare in tendenza su Tuitter, e soltanto per questo abbia accettato il gravoso incarico. Se le malelingue dovessero avere ragione, v’è da dire che, Gretuccia è riuscita egregiamente in quest’arduo compito.

ANTE FESTIVAL E DEBUTTO DEL FESTIVAL DI SANREMO 2017

sanremoo-2017

L’Ante Festival ci ricorda tutti i successi sanremesi che ancora rallegrano le serate davanti al fuoco di qualsiasi boyscout.

Ci sono tutti tutti, da Renzo Arbore col clarinetto che fa dudu al trottolino amoroso che, oltre a dududu, fa pure dadada, non c’è  Laura di Nek ma c’è Laura Pausini, anche Vasco, qualche bella canzone tipo Minghia Signor Tenente. Insomma.. c’è il solito mix di successoni, a cui sono stati aggiunti quelli più recenti.

Vediamo il Red Carpet con qualche intervista ai cantanti che tentato d’apparire, tutti tranne Ermal Meta che non ha nemmeno provato a far finta, come dei gran simpaticoni. Riesce ad essere davvero credibile soltanto Michele Bravi.

Tutti ci tengono che si presti attenzione alla canzone e non ai piccoli dettagli, alcune sono preoccupate del vestito altri se ne fregano. Giusy se ne frega e basta, anzi, spera che la gente badi a tutt’altro che non sia la canzone, affinché lei possa portare a casa l’esibizione con il minimo sforzo.

Sono solo le 21.15 e siamo già al primo intervallo pubblicitario.

Ad aprire è Tiziano Ferro con un omaggio a Tenco, canta: “Mi sono Innamorato di te”, è un omaggio in tutto e per tutto e viene anche trasmesso in bianco e nero.  L’arrangiamento della canzone di Tenco ad un certo punto vira sul “Colonna sono di film horror”, si apre il sipario ed ecco Carlo Conti. Introduce subito anche Maria de Filippi, e la prima serata del Festival è ufficialmente aperta.

È quasi confortante sentire la sua voce, quella di Maria, che ha pure evitato di far le scale per palesare la sua diversità. Ha pure portato un regalino a Conti, proprio come si usava da bambini quando si veniva invitati a casa di qualcuno.
Maria de Filippi ringrazia anche la rai, ma facendolo introduce una lode pure per Mediaset.

La prima a cantare è Giusy Ferreri, la sua canzone parla di un amore finito male di ogni istante che fa male, ed è sinceramente stonatissima. Non ricordo se dal vivo lo sia sempre stata, o se sia un problema odierno… ma l’impressione e che non abbia azzeccato mezza nota. La canzone, comunque, mi piace davvero poco.

Il secondo è Fabrizio Moro (colui che nella vita ha cantato Pensa, poi Libero ed infine è stato assunto nella scuola di Amici). Maria de Filippi, metà fra l’ironico (quasi voglia imitar le vallette) e il compiaciuto (per aver deciso metà cast dell’anno), chiede il permesso a Carlo Conti il permesso di sorridere.

Moro sul palco sembra soffrire davvero, anche la canzone, infatti, parla di lui che soffre e, sostanzialmente, credo chieda ad un ipotetico amore di portarlo via. Ma credo soffra anche il suo amore. Non è stato intonatissimo nemmeno lui, e nonostante non sia socialmente impegnata, la sua canzone immagino avrà un buon successo perché ha tutte le caratteristiche perché possa piacere alla gente. Io lo stile di Moro lo trovo sempre un po’ così, quella via di mezzo fra l’impegnato vero e il naif, e non c’impazzisco… La sua canzone però, ad un primo ascolto, non mi sembra poi così male.

Raul Bova insiste per poter presentare una canzone ma non ce la fa, un po’ davvero e un po’ per finta, ad ogni modo è il turno di Elodie (che è stata messa subito dopo Fabrizio per render chiaro l’ordine gerarchico delle cose).  La canzone pare l’abbia scritta Emma insieme ad un tot di altre persone, la firma di spicco comunque è quella  della Marrone.

Elodie fino ad ora è l’unica che pare azzeccare le note, non ci riesce benissimo ma par anche tentare di controllarsi nei ritornelli, e non gridare troppo. La canzone è piuttosto noiosa. Anche Elodie comunque, come Moro, vorrebbe essser portata via dal suo amore (ma nel suo caso, questo è già andato via). In questa canzone vi è soltanto un inciso vagamente interessante che però finisce subito, e per me è proprio bocciata.

La prima interruzione, a gran sorpresa, non è promozionale ma per il momento sociale. Invitati sono finanzieri, vigili del fuoco, e non mi ricordo già più, forse paramedici e militari. Questo spazio dura più di tutte le esibizioni viste sino a questo momento, ma che dire, un po’ retorico ma sicuramente meglio della retorica che ci propinò Celentano qualche anno fa.

Sono solo le 22 e Maria de Filippi ha già preso possesso della conduzione del Festival e anche delle scalinate. Ci si è seduta come sua consuetudine, ed è stato subito C’è posta per te. Preoccupa pensare cosa potrà fare entro la fine della serata.

Arriva Lodovica Comello la sconosciuta di Disney Channel, e scopriamo che è normale non conoscerla poiché la musica non è che sia davvero il suo mestiere. Ella fa un po’ tutto, un po’ come le vecchie soubrette tipo Ether Parisi. Ad ogni modo Carlo Conti ci giura essere amatissima.  Con Lodovica, che ha una canzone davvero sanremese che certamente piacerà, passiamo ufficialmente a quel che non sarà più chiamato Festival di Sanremo ma Festival delle stecche. L’esibizione della Comello ricorda un po’ anche lo Zecchino D’oro, e infatti il Piccolo Coro dell’Antoniano sarà ospite giovedì. È probabile sia stata scelta al fin d’avere un link credibile con i piccoli cantanti.

Il momento comico è affidato a Crozza, che fa come Bob Dylan e se ne sta a Milano prima che gli tiri qualcosa il pubblico. È il primo momento davvero divertente del Festival anche, bisogna ammetterlo, la maestria di Maria de Filippi di governare i tempi televisivi l’ha reso, unita all’attesa che ci fosse nel vederla all’opera, uno dei Festival più interessanti di sempre dal punti di vista prettamente televisivo.

(Sì, Fazio, rimarrai per sempre nel mio cuore e gli anni con te come direttore artistico, per quanto mi riguarda, resteranno insuperabili, ma resta il fatto che il tuo Festival sia piaciuto tipo solo a noi due).

Dopo Crozza è il turno di un’altra colonna portante dello spettacolo italiano, Fiorella Mannoia. La sua voce, generalmente, è sempre pulitissima e si direbbe appena uscita dalla sala d’incisione, sta sera non è certo impeccabile ma viste le stecche prese dai colleghi che l’hanno preceduta, resta una delle migliori. Anche la sua canzone è il classico successo pop, e c’ammorberà nei prossimi mesi perché verrà passata in radio dieci volte al giorno, e infatti già la so a memoria.

Arriva Alessio Bernabei e vorrei schifarlo ma ci regala il primo vero trash, quindi un po’ li voglio bene. Della sua canzone fa ridere un po’ tutto, a partire dal testo: “Ho capito che la felicità non è per sempre che ti viene data in prestito” “non posso spostare l’equilibrio dei miei occhi su te perché siamo nel bel mezzo di un applauso”,”l’universo intero applaude noi”, alle stecche su “non c’è vento” “non c’è pioggia”, finendo per la melodia improponibile con aggiunta elettronica anni ’90. Una meraviglia che Gabry Ponte gli invidierà da ora a tutto il resto della sua vita.

Maria lancia per la prima volta in vita sua la pubblicità sulla rai, ma sbaglia perché avrebbe dovuto dire: consigli per gli acquisti. Sono le 22e30 e la fine è ancora lontana.

Albano canta una canzone noiosissima e non fa manco troppo ridere anche se oramai si direbbe diventato la parodia di se stesso, un’altra vita non gli basterà. Io ad Albano auguro una vita davvero lunghissima, ma spero che se mai ne abbia un’altra non decida di fare il cantante anche in quella.

Alle 23 e qualche è finalmente il turno di Samuel, in cui ripongo tutte le mie speranze. E faccio bene, il piglio è quello tipico che ha caratterizzato i Subsonica, è orecchiabile senza essere troppo banale. Un po’ troppo simile alle altre sue canzoni, ma quando al festival arriva il momento di una canzone che non parli d’amore e non sia deprimente, son sempre felice.

Il secondo intervallo comico è occupato dalla Cortellesi ed Albanese, cantano dimostrando a tutti i BIG in gara (anzi, i campioni) che è possibile eseguire un’interpretazione vocale sul palco dell’Ariston senza steccare di brutto.

Ad evidenziare la netta superiorità vocale della Cortellesi rispetto agli altri, arriva  Ron (che ha rubato i vecchi occhiali da sole di Vasco Rossi), ha compreso d’esser invecchiato ma si è autoconvinto d’essere, nella sua unione con qualche d’uno, d’essere l’ottava meraviglia del mondo. E stai calmino che ti cade in testa una piramide.

È un momento serio, ma Maria intenta a raccontare una storia di bullismo, fa uno scivolone che desta un po’ d’ilarità nel pubblico, ma lei torna subito sulle sue e li zittisce: “È una cosa seria”, e tutti tacciono all’istante. Vengono chiamati sul palco due ragazzini che hanno creato un movimento antibullismo (MABASTA).

Alle 23 e 30 poco prima di, almeno prevedo, l’ennesimo stacco pubblicitario, arriva Clementino. Clementino s’è portato una groupie ed infatti, dal pubblico, si sente qualcuno sbraitare “CLEMENTINO”. Clementino deve aver subito un trapianto di corde vocali perché ha una voce completamente diversa da quel che ha sempre avuto. Anche molta meno precisione, e mi viene il dubbio che forse dal vivo sia spesso impreciso. Ragazzi fuori, comunque sia, non mi dispiace affatto.

Maria annuncia Ricky Martin picchiettando un mestolo da cucina sulla mano, e non sappiamo bene se, complice la prossima uscita delle 50 sfumature di nero, non voglia poi lanciarsi in pratiche erotiche tipo sculacciare Ricky Martin con un mestolo da cucina.

Alle porte della mezzanotte è il turno del mio altro pupillo, nonche l’ultimo a cantare: Ermal Meta. Ermal, come temevo, mi delude abbastanza. A parte una performance vocale non bellissima, di cui posso fregarmene senza problemi, non mi manda in estasi manco la canzone in sé. Certo, resta comunque una delle migliori nonche delle mie preferite di questa serata.

In una parodia di Bob Dylan imbarazzante Carlo Conti dimostra tutta la sua inettitudine a far da spalla ai comici che invita in trasmissione.

A rischio eliminazione vi sono Giusy , Clementino e Ron.

La serata la vince Maria de Filippi, e anche la Tim.

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