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Il rapido evolversi del linguaggio nel Web

Da quando ho iniziato a frequentare l’internet ho assistito a diversi deturpamenti della  lingua italiana.

Alcuni, lo ammetto, hanno colpito anche me, e tutt’ora fatico a staccarmene.Altri, non gli ho mai compresi (probabilmente ignorandone la provenienza – dunque il senso).

Certo è che il web crea un linguaggio alla moda, e fa figo utilizzarlo ma solo nei giusti mesi, perché i trend, in internet, cambiano velocissimamente.

Io, per aiutare i linguisti del futuro (che immagino attoniti di fronte a migliaia di reperti virtuali), stilerò un vocabolario delle frasi celebri in internet.

IL LINGUAGGIO DELL’INTERNET:

(Il rapido deturparsi della lingua nel web)

Lessico in internet

 

Utilizzare “Madre” al posto di “Mamma”  OUT

Non so da cosa sia partito. Io ricordo Jean Paul della gialappa’s, ma non sono sicura che l’internet intero l’abbia preso da ciò. Fatto sta che a leggere frasi come: “Sono andata con madre a fare la spesa”, veniva voglia di togliersi la vita seduta stante.

Per fortuna ora par essere passato di moda, e le madri son tornate delle mamme. La crusca ringrazia.

“Non lo meritate” “Non lo meritavo” “Me lo meritavo” IN

Non so perché sia nata questa frase ma è piuttosto assurdo il modo in cui viene utilizzata.

Se non ti piace come canta tizio, è perché non te lo meriti Se caio non viene mostrato per più di tot minuti in TV , diventa: “Eppure me la meritavo una puntata dedicata a X”.

Si può utilizzare anche per quanto riguarda coppie (d’innamorati o di amici): “Che X e Y si lasciassero non me lo meritavo”, “Io Z e K nella stessa squadra me li meritavo”.

A parte avere davvero una strana concezione della meritocrazia, è curioso pensare che qualcuno meriti, o meno, una persona che è spontaneamente andata in TV.

“Muoio” IN

Muoio, contrariamente a ciò che potrebbe pensare un neofita, non è da utilizzarsi quando ci si sente male. Anche perché ammettiamolo, sarebbe strano per chiunque twittare la propria morte.

Muoio vuol dire che ci si sta divertendo molto,  che si sta ridendo da morire. Malgrado non si usi più tantissimo, ma anche la sua antecedente forma: “Sto male” , a suo tempo, ha spopolato.

L’archetipo del: “Muoio” è il: “LOL”.

“È illegale in tot paesi” IN

I paesi possono essere trenta, sessanta, o anche tutti quelli del mondo. La forma si è poi abbreviata riducendosi semplicemente a: “È illegale”.

S’intende dire che la tal cosa non si può guardare/sentire/ concepire / … (o perché troppo brutta o perché troppo bella). Insomma, esprime l’eccesso.

Poteva far ridere quando riferito a frasi sgrammaticate ed assurde, ma quando dedicato ai selfie dei protagonisti di Amici di Maria de Filippi, o alla prestanza fisica di qualsiasi altro teen idol, diventa deleterio.

Ahinoi sembra ancora lontana dal poter passare di moda

Terminare parole con la: “y” oppure le: “h” OUT

Lampante, in questo caso, come l’abuso renda insostenibile anche le trovate più divertenti.

Galeotta fu Sarinski, noi asistemmo ad un  degenero vero e proprio. Internet si riempì di y e di h, ficcate ovunque ci fosse una vocale.

Io auguro ai linguisti del futuro d’avere un’enorme pazienza, perché si troveranno davanti cose come: “Oggy ho compratoh delle nuoveh scarpeh con madreh”, e dovranno aver la forza di non capitolare.

“Poraccio”, “Poracci” , “Poraccitudine”   OUT ma ancora un po’ IN

Non un poveraccio in senso di nulla tenente, ma piuttosto una baracconata, qualcosa/qualcuno di ridicolo o molto trash.

“Poraccio” si può utilizzare per insultare qualcuno, ma anche per essere un po’ autoironici: Se dovesse capitarti di comperare una serie di T-Shirt dedicate a Topolino, a un’euro l’una, potrai tranquillamente definirlo: “Uno shopping poraccio”.

Allo stesso tempo, sono dei poracci anche tutti quelli che non condividono la tua opinione o che ti stanno antipatici.

Poracci ha poi subito un connubio con la moda delle “y”, per cui è frequente ritrovarlo nella sua forma più moderna: poraccy.

Poraccy se qualcuno utilizzerà questo termine per insultare te ed un gruppo di gente, significa che vi considera davvero infimi.

“Anche meno” IN

Anche meno è una di quelle mode in cui sono caduta. E infatti sarei tentata di concludere l’intero post con questa locuzione: “Anche meno. Anche meno anche meno. Anche meno tutto”. Ma invece la mischierò alle altre, in modo molto paraculo.

Anche meno è una perifrasi che esprimere il concetto del: “Basta, state esagerando”.

“La vastità del cazzo che me ne frega”  Sta diventando OUT

Solo il fatto che googelando questa frase compaiano migliaia di gif  sì titolate, dovrebbe far comprender che sia ora di smettere di utilizzarla. Non è originale e faceva cagare già in origine. Scusate il francesismo.

Non è nemmeno vero che stia cadendo in disuso, ma mi auguro che tutti ci comporteremo come se lo fosse, così lo sarà al più presto. Guarda la vastità del cazzo che me ne frega (accompagnata ad immagini di orizzonti sconfinati), sta a significare che a X non frega un cazzo di quanto detto da  Y. Al posto che sbattersene davvero, X, poco coerentemente, preferisce prendersi la briga di farlo notare a Y.

“Ciaone” OUT

Non so perché Maria de Filippi abbia tentato di risdoganare il Ciaone durante Sanremo, stava fortunatamente cadendo il declino. Ciaone s’era sentito così tante volte che manco la battuta: “Di che colore è l’acqua”? “Bagnata”, avrebbe potuto raggiungerlo in quanto scontatezza.

Ciaone indicava un netta superiorità da parte di qualcuno rispetto agli altri: “X ha cantato e: CIAONE”, oppure un modo più fine per dire stocazzo.

Se la propria squadra del cuore vinceva, postare la fotografia di calciatori esultanti accompagnata da un: “CIAONE”, era lecito.

“Chiudete l’internet” “Ha vinto l’internet”  OUT ma ancora un po’ IN

Vuol dire che una cosa è talmente divertente/geniale che non c’è più bisogno di vedere altro in internet, quella cosa sufficie.

Ad oggi l’internet è stato chiuso almeno due migliaia di volte, e di persone ad averlo vinto in toto ce ne sono più di novecento.

 “Come se non ci fosse un domani” IN con sentori di OUT

Senza ritegno, come se non ci fosse un domani. Prevalentemente utilizzato per  sostanze ingeribili.

“Ho mangiato come se non ci fosse un domani” “Ho bevuto come se non ci fosse un domani”

Ma si può usare per i casi più disparati: tranne dormire, perché dormire come se non ci fosse un domani significherebbe essere dei cadaveri.

Anche in questo caso il successo di questa metafora è diventato tedioso. Fate tornare in voga la storia del Leone e la Gazzella, aveva lo stesso significato e, nel frattempo, ci si poteva dare un tono un po’ più aulico.

“!!!1!!1!!!1!!”  OUT

Benché vi sia una stretta somiglianza con un codice binario, i punti d’esclamazione susseguiti dai numeri non hanno nulla a che vedere con il funzionamento del computer.

Veniva utilizzato quest’espediente allorché si scriveva una cagata imitando qualcuno (generalmente un BimboMinkia), volendo render palese, agli occhi di coloro dotati di un Q.I sopra la media, lo scherzo.

“Verbo pronominale  + la vita” IN

“Cantami la vita” “Twittami la vita” “commentami la vita” “criticami la vita”

Quando l’azione di un determinato personaggio piace molto, l’apprezzamento viene esplicitato mediante questo scempio della lingua italiana.

Ciò è imbarazzante, e suona davvero male.
 

Foto di tizio famoso con espressione  buffa + didascalia dedicata ai momenti della vita IN

Es: *Fotografia di Valeria Marini durante il GF Vip con espressione buffa” Didascalia: Quando i parenti a Natale ti chiedono se ce l’hai il fidanzato / Io quando qualcuno mi cihede come vanno gli studi

Era divertente, all’inizio. Fino a che le fotografie rientravano nell’ordine delle decina.

Al momento sono ritrovabili queste immagini didascaliche dedicate un po’ a chiunque, dai personaggi del cast di the Lady a quelli di Uomini e Donne.

“Sto volando” “Volo” “Sto volando altissimo” IN

Quest’espressione sta ad indicare un alto gradimento di qualche cosa.

Può essere un posto, una persona, una frase. È uguale.

Volo ha sostituito: “Adoro”, che personalmente prefivo. Il fatto è che esprimere un grandissimo entusiasmo in un numero limitato di caratteri può essere difficoltoso, l’escamotage di volare o adorare, diventa dunque comodissimo per mantenere la stessa enfasi senza bruciarsi i caratteri. Difficile rimanerne immuni.

Probabilmente il prossimo anno non voleremo più, ma “skydiveremo” o qualcosa di simile. Sto skydivedando sarebbe forse troppo complesso, ma sono fiduciosa che la popolazione di internauti troverà una soluzione.

Mai una gioia” “Una gioia / Pali” IN

Chi ha le gioie, non ha i pali. Chi ha i pali, non ha le gioie. Insomma, intuibilmente mai una gioia  è un’espressione utilizzata da coloro che ritengono d’avere molta sfiga (appunto non hanno mai una gioia/si prendono sempre dei pali)

Mai una gioia ha sostituito: “Forver Alone” che stava a signficiare sempre la medesima cosa, sono uno sfigato.

In questo, a livello d’assonanza, la forma evoluta risulta quasi migliore…anche se ne andrebbe moderato l’utilizzo: non potete definirvi sfigate solo perché il vostro idolo non ha postato un selfie su Instagram. quando voi lo desideravate tanto.

“E anche oggi (…) domani” IN con sentori di OUT

Al posto dei punti di sospensione ci può stare di tutto, suppongo che il frequente utilizzo di questa formula nasca (o quanto meno conosca il suo grande successo popolare) dalla nota pagina facebook: “E anche oggi si tromba domani”, ma non ci metterei la mano sul fuoco.

Si utilizza per definire qualche cosa che non verrà fatto oggi.

“E anche oggi la dieta la si fa domani”

“E anche oggi studierò domani”

A volte riesce ancora a risultare geniale, in determinati contesti, la maggior parte delle volte lascia perplessi.

“Is the new” OUT

Ad esempio: “Mai una gioia is the new forever alone”. 

Ad un certo punto tutto diventò il the new qualche cosa d’altro. Al momento cose, frasi, e fogli di giornale, sembrano aver ritrovato la propria identità, tornando entità univoche e incomparabili.

“Bene ma non benissimoIN

Non ho ancora ben carpito il senso logico del bene ma non benissimo, anche perché, pure questo, viene utilizzato senza alcun nesso logico: sia per situazioni spiacevoli che per situazioni migliori.

La maggior parte delle persone  par utilizzarlo per definire degli imprevisti, o situazioni un po’ assurde capitategli, ma dal risvolto finale per lo più positivo:  una serie di pali che culminano con una piccola gioia.

ES: “Sono andata a fare la spesa e alla cassa mi rendo conto di non avere il portafoglio con me, chiamo di corsa la mia migliore amica che mi raggiunge per pagare la spesa. Bene ma non Benissimo”

 Coniazione di parole inesistenti, spesso nate da connubi con termini inglesi: “Disagiare” “Infartare” “Blessare” “SexitudineIN

La lingua italiana è davvero molto bella, e anche ricca: esiste un termine per tutto, e non serve inventarsene di nuovi.

Disagiare significa privare di agio, non esprime il vostro disagio mentale. Disagiarsi significa privare se stessi di un agio (cioè scomodarsi).

“Ho un infarto” non è particolarmente più lungo di “Sto infartando”, anzi hanno lo stesso esatto numero di caratteri.

“Benedire” è il termine italiano per “Blessare”, mentre sexitudine è talmente difficile da pronunciare che solo questo dovrebbe far desistere le persone da un suo utilizzo prolungato. “Sensualità” va benissimo, e non comporta crampi alla lingua quando si prova a pronunciarlo ad alta voce.

“Ed è subito” IN con sentore di OUT

Quando una situazione ne ricorda un’altra, la si rammenta congiungendola da un: “Ed è subito”.

Ad esempio, se in un talent un nuovo concorrente canta una canzone già cantata da un vecchio concorrente si può dire: “X canta blabla ED È SUBITO fotografia del vecchio concorrente che canta blabla.

Non è importante che l’avvenimento sia universalmente ricordato, né che abbia avuto chissà quale rilevanza, basta che lo ricordiate voi.

“Escile” + Italinglish  OUT ma ancora un po’ IN

Per diversi mesi era popolarissimo scrivere dei testi metà in inglese e metà in italiano, non (come nel caso di sexitudine), una fusione grammaticale delle due lingue… proprio un po’ e un po’. Ciò succedeva soprattutto al fin di comunicare, scherzosamente, con personaggi famosi.

“Dear Johnny Depp, I mi scuso but you’re so fighissimo …”

Tutto nacque, se non sbaglio, dall’arrivo in Italia di una gnocca famosa, e relativa lettera (circolata nel web) di un ammiratore.

“Escile”, inizialmente, era riferito esclusivamente alle tette delle gnocche. In seguito si è diffuso un po’ in qualsiasi campo tematico “Escile – le foto- ” “Uscitemi il video” etc…

Il linguaggio dell'internet i congiuntivi

L’assenza di Congiuntivi e Condizionali / “Un pò”

Ah no, cari linguisti, scusate: questa non è mai stata una moda, solo ignoranza globalizzata.

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6 replies

  1. Ottimo lavoro! Qualche anno fa ho scritto qualcosa di simile, ma sul linguaggio giornalistico e senza commenti.

    https://pulgarias.wordpress.com/2013/12/07/parolario-giornalistico/
    

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