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Amici 16: le surreali spiegazioni dei coreografi

 

 

“Il livello di ballo quest’anno è bassissimo” è, insieme a: “Quest’anno il livello della classe di ballo è uno dei più alti che si siano mai visti”, la frase più ripetuta dal pubblico di Amici da che questo esiste.

Questi due periodi vengono ripetuti ogni anno, sempre in contemporanea (l’apparenza inganna ed una non esclude l’altra, il livello può essere basso pur essendo il più alto che si sia mai visto).  Quest’anno però, ad Amici 16, il livello della classe di ballo è stato piuttosto basso per davvero, e secondo tutti.

Certo, le fans di Andreas e Sebastian ritengono che Andreas e Sebastian siano meritevoli. Concordano, invece, su quanto incapaci fossero, e siano, tutti gli altri.

Anche questa è una vecchia storia amiciana, fanno tutti schifo tranne il proprio preferito. Eppure di solito i preferiti sono tutti, alcuni più di altri, ma i seralisti competono bene fra loro.

Va bene che l’antagonismo pongato fosse tra Virginia e Klaudia ma c’era in ballo anche Cristian e il suo ammmore, c’era Giorgio, c’erano anche gli altri. Ad Amici 16 no. Anzi, più numerosi sono i rimandati di cui il pubblico s’è dimenticato.

Chi si ricorda di Ei Fu Siccome Lorenzo dato il mortal Emanuel Lo lasciò la classe di Amici? Chi si ricorda che, per un periodo limitato, vi fu persino una quota rosa all’interno della classe di Amici? Già, ci siamo scordati pure di Vittoria, tanto che non sono più sicura se si chiamasse Vittoria o Victoria. Proprio lei, che anni fa avrebbe dominato le puntate litigando con la Celentano: forma fisica vs gguore, collo del piede o you’re beautiful, gli specchi, e tutto il corollario?

Nessuna sorpresa: la colpa principale del declino danza quest’anno la detiene il Pongo, e, normalmente, tutto è in vista del proteggere il favorito (e dello share).  Ad Amici 16 mancavano però i diamanti grezzi, quegli oscurati che, nonostante fossero affossati, erano comunque in grado di emergere e riscuotere successo fra il pubblico. Dov’erano nascosti i diamanti grezzi ad Amici 16?

La risposta è semplice, sono stati decapitati dalle spiegazioni dei loro insegnanti. Bisogna istruirsi, ci dice Giuliano Peparini, i libri ti cambiano la vita e bisogna studiare, non solo la danza.

E allora perché si direbbe che nessuno, fra tutti i coreografi di Amici, ne abbia mai letto uno?

I professori si esprimono male, vorrebbero spiegare agli alunni cosa fare ma dimenticano i soggetti, utilizzano termini casuali che, spesso, non sono nemmeno di senso compiuto.

 

VERONICA PEPARINI E LA DANZA TIPO COSTELLAZIONI FAMIGLIARI

Veronica Peparini l’italiano lo parla male e lo dice lei per prima: i congiuntivi non li usa e manco la scuola le è mai piaciuta. I ragazzi di Amici però non parlano italiano meglio di lei dunque il problema d’incomprensione, nel suo caso, non è dovuto alla forma utilizzata per comunicare (il linguaggio).

Nel caso di Veronica il problema è la confusione che governa talune sue lezioni: un po’ teatro un po’ costellazioni famigliari, senza dimenticare che si è tutti un po’ ballerini nell’animo.

Le lezioni di Veronica Peparini, analoghe a quelle di Braga , hanno tal volta coinvolto la classe intera. Dei seminari per fare cose che: “riguardano la percezione dello spazio e il conoscersi”.

Difficile per un ballerino poi comprendere il da farsi una volta sul palco: gridare il proprio nome a squarciagola o accentuare un’espressione rabbiosa? Fingere di strapparsi il cuore o il polmone sinistro? Il rossetto va nascosto nel palmo della mano, come farebbe Riki con sua madre, o infilato nel taschino dei pantaloncini/mutandoni?

Veronica regala tanti spunti ma non ne approfondisce nessuno, e i giuovani, sprovvisti di strumenti adatti a comprenderla, cadono nel baratro.

GIULIANO PEPARINI SPIEGA PASOLINI

Giuliano Peparini, quasi ad ogni puntata-serale, dedica uno dei suoi quadri a un grande artista o una personalità celebre o importante. È lo stesso coreografo ad occuparsi della spiegazione. Certo, il quadro è suo ed è lui che ha voluto omaggiare il defunto tramite la sua arte, messa in scena.

Peparini si fa carico persino del gravoso compito di narrare la vita dell’artista/personaggio celebre al ballerino che dovrà eseguire il quadro.  Ca(r)pire fino in fondo le sfumature e i dettagli del personaggio che si andrà a interpretare è sicuramente importante. Come fare se a spiegartele è Giuliano Peparini?

Cito testualmente (oppure guardate qua)

“DIALOGO”

GP = Giuliano Peparini
0 = Oliviero

GP: “Comunque Pasolini…. Sai”?
O: “So poco, so poco”.
GP: “oookey”
(pausa, breve momento d’imbarazzo)
GP: “Eeeeeh è uno scrittore ha scritto Eeeeh”
O: “Che si è esposto molto no”?
GP(con aria illuminata): “Sì Sì si è esposto molto, è stato criticato tantissimo, è stato seguito tantissimo, però è stata una persona che è sempre rimasta delle sue idee. Cioè zz, cioè, non è mai sottostato a niente. Quindi, devi veramente…. cercare di entrare… in questaaaa…”
O: “Sssi”
GP: “Situazione… Lui è stato uno dei più grandi..scrittori registi poeti che l’Italia abbia mai avuto. Forse uno dei pochi che ha sempre detto quello che pensava e… si è sempre battuto per le sue idee”.

Non avreste anche voi, dopo questa spiegazione, chiaro chi sia Pasolini e quali fossero le sue idee? Ha sempre combattuto per sostenerle eh, era molto seguito… giusto un po’ meno follouers di Chiara Ferragni ma siamo lì.

Insomma, come disse la mia amica Artellydes: “Parla come se Pasolini fosse Fabio Volo”

 

EMANUEL LO E LORENZO: Abbiamo un sentimento che fa uoppa uoppa uoppa

Emanuel Lo, che Lorenzo poi l’ha cacciato senza passare dal via, ha passato gran parte dell’anno a spiegare le sue coreografie mediante il sol uso di suoni onomatopeici: tututumba, spin spun span, ndovai, uoppa uoppa, tatata, a-a-a-a-a, parabum para, a wunca wunca, stuuunc,…

Lorenzo (tranne lo sbotto che gli costò la seggiola) seppe mantenere la calma anche quando si vide costretto a comperarsi un traduttore simultaneo: emmanueloese-italiano. Comprendere quali fossero i suoi difetti e i suoi pregi, per Lorenzo, è sempre stata un’odissea.

Bravo Lorenzo, era proprio quella cosa lì. Quella del respiro, hai capito perfettamente. Quel limite Qui. Quella che fa Bin Bin.

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