Advertisements

La trasformazione dei format sulle vite dei ricchi : spopola il docureality

Le trasmissioni televisive in cui vengono mostrate (ad un pubblico infinitamente meno facoltoso) le vite dei ricchi-ricchissimi sono numerose, ed hanno un buono share circa da sempre. Almeno, così si direbbe guardando i risultati di MTV che deve a questi (e tante altre trasmissioni trash) buona parte degli ascolti.

 

Ricchi e Televisione

In questo periodo di crisi economica globale i rcchi in TV sembrano raddoppiati. La povertà della gente si direbbe proporzionale al grado di apprezzamento di trasmissioni di questo tipo.

più la popolazione s’impoverisce, più le trasmissioni con protagonista gente ricca sfondata piacciono.

Sia un tempo che ora, la maggior emittente di trasmissioni sui ricchi sono targate MTV. Fino a quindici anni fa però, queste si limitavano per lo più a mostrarci abitazioni megagalaticche: stanze cinema più grandi del multisala in cui son solita andare io, capanne sugli alberi costruite per i propri figli più grandi di casa mia, piscine che sembrano oceani, etc…

La motivazione per cui il format funziona è semplice, i telespettatori, quella vita, la invidiano. Più appare lontana, più viene bramata.

Le nuove trasmissioni sulle vite dei ricchi però non si limitano a questo (a mostrarci i loro possedimenti e far sì che noi li si possa invidiare al meglio), esse ci sciorinano la loro vita per intero. Circa.

Danno la sensazione di farlo, poiché sono costruite a mò di Docu Reality (anche di questo vi fu un anticipo su MTV, con i vecchi Laguna Beach – la vera Orange Country– e il suo spin off The Hills). E non ci mostra la vita di chi, comunque, quei soldi in un qualche modo li ha ottenuti: ci viene mostrata quella di chi, della fortuna, ha semplicemente potuto beneficiarne senza dover far nulla.

La perversione dei format sui ricchi: da Riccanza a #RichKidsofBeverlyHills

 

Non si parla di persone che hanno avuto qualche possibilità in più e, anche giustamente, l’hanno colta. Sono giovani, viziati, arroganti, possono decidere di acquistare tre palazzi a Dubai domani e placcarli in oro dopo due settimane che loro padre non si accorgerebbe del mutamento del conto in banca. Persone che fanno apparire Paperon de Paperoni meno parodistico di quanto potesse sembrare durante l’infanzia.

E i Docu-Reality sui ricchi sfondati sono parecchi: dal più rodato #RichKidsofBeverlyHills ai documentari sui Ricchi di Instagram, passando per il tentativo Rai di Giovani e Ricchi (trasmissione in seguito soppressa) e il più fortunato #Riccanza.

La trasformazione del format dal: “Vi mostro i miei averi” al reality è stata graduale ed infima, perché, come ogni reality, fa sì che lo spettatore provi delle emozioni fronte alle persone che vede sullo schermo. Provare delle emozioni permette di attaccarsi emotivamente ad un personaggio sconosciuto, o di detestarlo come se fosse il proprio peggior nemico, oppure si prova del sincero pathos ascoltando la storia di qualcuno.

Guardando le trasmissioni sui ricchi di vecchio stampo, il telespettatore si sentiva semplicemente invidioso. Al limite si sarebbe sentito spinto a sgobbare un po’ di più, per qualche tempo, al fin di ottenere un riconsocimento e potersi permettere qualcosa di simile al lusso visto in TV ( forse non una stanza cinema ma almeno un proiettore).

Il risultato sarebbe stato poi, con grande probabilità, quello di aver arricchito ulteriormente una persona analoga ai protagonisti dei famigerati programmi sui ricchi. E senza aver ottenuto molto in cambio. Tranne un oggetto in più. Un proiettore.

…Che in realtà non si era mai desiderato (se non dopo aver visto la stanza cinema di quello su MTV).

Comunque tutto finiva lì, ad un proiettore comprato senza averne l’utilità. Il ricco tornava presto ad essere uno sconosciuto di cui ci si ricordava solo la stanza cinema. Inoltre le informazioni fornite erano nettamente inferiori: si vedevano ville e mobilie di lusso senza avere idea del perché essi le possedessero, che uso ne facessero, quanta roba inutile al giorno fosse solito comperarsi.

Chi si sentiva immune dal meccanismo d’invidia si sentiva un po’ arrabbiato, ma le emozioni provate non erano paragonabili a ciò che suscita il Docureality.

Il meccanismo del docu-reality ha creato l’empatia con questi soggetti che, nella versione precedente, era preossoche inesistente. A guardarne giusto qualche puntata si ha già un’idea della vita di uno o l’altro, di chi siano i suoi amici, di come passi il suo tempo libero,… Io ho pensato che tizio nonostante tutti i suoi soldi si sentisse molto solo e che caia fosse davvero antipatica.

L’empatia funziona anche in negativo, per gli ascolti tutto fa brodo, e, la trasformazione, quasi ultimata, in reality- puntoebasta fa anche incazzare. Tanto. Molto più di quanto non facesse la casa di 50cent. E anche la rabbia è un’emozione.

 

 

Non credo che a dodici anni pensassi che i protagonisti di Teen Cribs passassero il loro tempo libero a fare beneficenza. Non avevo modo di vedere il loro tempo libero e non me ne importava. Osservare i protagonisti di Beverly Hills avvicendati nello sperperare più denaro possibile (,come se -davvero- non fossero minimamente consapevoli del  valore di esso e tanto meno del tenore di vita altrui) invece, fa proprio imbestialire.

Guardare #RichKidsofBeverlyHills o Riccanza è farsi male, è puro masochismo. Non sono tenori di vita a cui un essere umano comune potrà manco mai ambire, i protagonisti non sono simpatici, ed è inconcepibile la loro scarsa consapevolezza di quanto accada fuori dal loro universo.

Eppure il meccanismo funziona comunque.L’incazzatura non di rado porta all’ossessione e si fa presto a non poter fare a meno di guardare, restare attoniti ma guardare.

Nell’antipatia poi, arrivati alla tottesima puntata, c’è chi è peggio degli altri e, anche partendo dal’assunto che siano considerati arroganti e viziati da tutti,  i commenti in merito alle trasmissioni non differiscono poi tanto da quelli di un volgare Grande Fratello.

Elettra Lamborghini la si mal sopporta nella stessa maniera ed intensità con cui si può aver provato antipatia per una Chicca, una De Lellis o una Mosetti. Anzi, forse le fans della De Lellis hanno detestato anche più le Mosetti di un’Elettra Lamborghini.

 

Riassumendo: le trasmissioni sulle vite dei ricchi sono una grande presa per il cu*o.

Advertisements


Categories: Film e Serie Tv, Ironico, Reality Show, Televisione, Trash, Web e Youtube

Tags: , , , , , , , , , , , ,

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: